Cagliari città mediterranea

Cagliari città mediterranea2Cagliari, 18-26 aprile 2009

Mostra documentaria

La mostra documentaria “Cagliari città mediterranea”, organizzata dall’Archivio di Stato di Cagliari nell’ambito della Settimana della Cultura promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (18-26 aprile 2009), intende illustrare il ruolo che la città rivestì nei secoli XIV-XV nell’ambito del bacino del Mediterraneo.

L’esposizione riprende in parte temi già trattati nella Mostra internazionale la “Corona d’Aragona, un patrimonio comune fra Italia e Spagna(secc. XIV-XV)”, tenutasi a Cagliari nel 1989, che, ideata e coordinata da Gabriella Olla Repetto, vide il coinvolgimento degli Istituti archivistici sardi, sia Archivi che Soprintendenza, degli Archivi di Stato di Napoli e di Palermo e del Ministerio de Cultura spagnolo attraverso la partecipazione dell’Archivo de la Corona de Aragón di Barcellona.

Cagliari città mediterranea si propone dunque come una rilettura e un approfondimento di aspetti che riguardano in particolare la città, lasciando sullo sfondo questioni più generali di carattere storico e istituzionale riguardanti l’intero Regnum Sardiniae.

La mostra si snoda attraverso un percorso in cui la documentazione in originale e in copia, insieme alle fonti iconografiche (disegni, stampe ed elaborati), contribuiscono a rendere la vivacità sociale, produttiva ed economica della città quattrocentesca all’indomani della pace raggiunta tra i conquistatori iberici e i sardo-arborensi.

Cagliari, capitale del Regnum Sardiniae, posta al centro del Mediterraneo, e proprio per questo crocevia di intensi scambi umani e commerciali, era stata particolarmente favorita dai catalano-aragonesi già all’indomani della conquista: nel 1327 con il Coeterum le fu concesso di godere del diritto privilegiato e delle consuetudini vigenti a Barcellona.

La conformazione urbanistica della città si caratterizzava per il quartiere fortificato del Castello, con le sue mura e le alte torri pisane, posto su una collina che si ergeva sul mare e sulle tre appendici di Stampace, Villanova e Lapola (Marina). Il Castello, abitato solo da iberici, era la sede del potere politico regio e municipale e anche ecclesiastico; le appendici erano invece abitate dai sardi ai quali era proibito risiedere stabilmente dentro il Castello.

Col passare del tempo, a partire dal secondo decennio del Quattrocento, il clima socio-economico cambiò e la vita riprese con i suoi ritmi quotidiani. Le appendici si vivacizzarono e si popolarono di mercanti, artigiani e professionisti provenienti dalla confederazione catalana. Sia pure lentamente e gradatamente, iniziò così a realizzarsi una piena integrazione sociale tra i sardi e i discendenti dei primi aragonesi, valenzani e maiorchini residenti nell’isola. La continua circolazione di uomini coinvolse persone di varia estrazione e di provenienza non esclusivamente iberica: frequenti gli scambi e i rapporti stabili con siciliani e napoletani; non mancavano poi gli ebrei, i mori e i saraceni.

Cagliari, già tappa della trecentesca Rotta del Levante, divenne uno scalo sempre più frequentato dove si svolgevano importanti transazioni commerciali e dove i mercanti si riunivano in associazioni e compagnie temporanee per condividere rischi e profitti delle operazioni. Il porto venne potenziato, fu restaurata la palizzata e costruita la darsena dove ricoverare, armare e riparare le imbarcazioni.

Le merci che transitavano nel porto di Cagliari erano soprattutto il grano, prodotto nel Campidano e nelle zone più interne della Sardegna destinato prima all’ammasso nei magazzini civici per le esigenze della popolazione e poi esportato soltanto dietro rilascio di apposita licenza (treta), il sale, estratto nelle regie saline, i minerali ed altri prodotti del territorio, qualitativamente e quantitativamente rilevanti, come per esempio il granito e il corallo.

Cagliari divenne via via una città pienamente inserita nel contesto mediterraneo, un vivace e attivo centro multietnico, un luogo di incontro di uomini e di culture (CF).