L’archeologia in Sardegna: personaggi e documenti

 

L’archeologia in Sardegna: personaggi e documenti2Cagliari, 12 maggio-12 giugno 2007

Mostra

Nell’ambito della IX Settimana della Cultura (12-20 maggio 2007) promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l’Archivio di Stato di Cagliari e la Soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano hanno organizzato la Mostra “L’archeologia in Sardegna: personaggi e documenti”, presso il museo Archeologico di Cagliari.

La ricorrenza del centenario dell’istituzione delle Soprintendenze (1907) è stata l’occasione per riprendere la fruttuosa collaborazione tra Soprintendenza e Archivio che un decennio prima aveva dato vita alla bella mostra Archivi e Archeologia (14 aprile 1997).

L’iniziativa ripercorre con reperti, immagini e documenti, l’avvio dell’attività di tutela a partire dalla prima metà dell’Ottocento attraverso le figure dei personaggi che diedero impulso alle prime scoperte e alle acquisizioni di importanti siti archeologici. Determinante fu in questo periodo l’attività di ricognizione e di identificazione del territorio compiuta da Alberto De La Marmora e da Carlo De Candia che portò alla realizzazione della Carta della Sardegna (1845) e successivamente ai primi lavori geodetici di individuazione del territorio noti come “catasto De Candia” conservato nell’Archivio di Stato di Cagliari. A queste due figure è stato dedicato un ampio profilo biografico.

Sono state ugualmente evidenziate per il Novecento due figure di studiosi come Silvio Lippi e Francesco Loddo Canepa che furono direttori dell’Archivio di Stato e operarono con grande lungimiranza nel settore della tutela della documentazione archivistica.

Il Lippi si distinse, in particolare, nell’opera di censimento e inventariazione degli archivi storici dei Comuni e nella realizzazione della sede dell’attuale Archivio; il secondo intrecciò una fitta serie di rapporti con il mondo culturale isolano di cui sono testimonianza in mostra anche la corrispondenza con l’archeologo Antonio Taramelli, la sua attività fu contrassegnata da una serie di importanti azioni volte alla tutela e alla valorizzazione degli archivi sardi.