Regolamento Sala Studio

Regolamento Sala Studio
  1. La ricerca negli Archivi di Stato è libera e gratuita.
  2. L’ammissione alla consultazione nella sala di studio è sottoposta ad apposita autorizzazione della Direzione, previa esibizione del documento di indentità.
  3. L’autorizzazione è valida per l’anno solare in corso.
    L’orario di apertura al pubblico della Sala di Studio è il seguente: lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8,30 alle ore 13,45; il martedì e il giovedì ininterrottamente dalle ore 8,30 alle ore 18,00; il sabato dalle ore 8,30 alle ore 13,30. Le richieste del materiale potranno essere presentate entro le ore 09,00 (1^ presa), 10,30 (2^ presa), 12,00 (3^ presa) nei gg. di lunedi, martedì, mercoledì, giovedì, e venerdì; il martedì e il giovedì le richieste per il pomeriggio potranno essere presentate entro le ore 12,00 in Sala inventari o via e-mail; le richieste per la documentazione da consultare il sabato andranno fatte, personalmente in Sala inventari oppure inviate via e-mail, entro le ore 12 del venerdì precedente.
  4. Lo studioso dovrà specificare l’argomento della ricerca che intende affrontare; ogni variazione dovrà essere comunicata.
  5. I documenti conservati sono liberamente consultabili ad eccezione di quelli riservati che sono soggetti alla preventiva autorizzazione da parte del Ministero dell'Interno, sulla base della normativa vigente (d.l.vo 281/1999; Codice dei beni culturali, d.leg.vo 42/2004).
  6. È vietato introdurre in Sala borse, libri, cartelle ed altri contenitori, alimenti e bevande. Potranno essere attivati impianti di telesorveglianza ed effettuati controlli in entrata e uscita.
  7. Lo studioso, in ogni seduta e prima della consultazione del materiale, è tenuto ad apporre la propria firma leggibile sul registro delle presenze giornaliere.
  8. Lo studioso per lo svolgimento delle sue ricerche potrà avvalersi degli inventari e degli altri strumenti di corredo presenti in Sala o in rete nonché dei chiarimenti e suggerimenti da parte degli assistenti e del funzionario responsabile della Sala.
  9. Ogni studioso può richiedere in consultazione fino ad un massimo di 2 pezzi al mattino; 2 pezzi, su prenotazione, per il pomeriggio e il sabato.
  10. La Direzione può escludere dalla consultazione e/o dalla fotoriproduzione i documenti il cui stato di conservazione lo sconsigli. Essi potranno essere sostituiti da copie fotografiche, e digitali.
  11. La Direzione, ai fini della salvaguardia del materiale documentario, si riserva la facoltà di limitare la quantità dei pezzi richiesti appartenenti a determinati fondi archivistici.
  12. Le richieste di materiale documentario vanno effettuate una per volta e mediante l’utilizzo dell’elaboratore elettronico, gli studiosi, in ogni caso, saranno coadiuvati dagli assistenti di sala; in presenza di problemi tecnici al sistema informatico saranno autorizzate le richieste manuali nell’apposito blocchetto.
  13. Il materiale documentario richiesto può essere mantenuto in deposito, in sala, a disposizione dello studioso che l'ha richiesto.
  14. Non è consentito il prestito dei documenti.
  15. Gli studiosi sono tenuti ad osservare le procedure di controllo stabilite dalla Direzione. In particolare è vietato:
    • appoggiare la penna sopra i documenti che si stanno esaminando, apporre segni e numerare le carte;
    • fare calchi o lucidi;
    • scomporre i documenti dall’ordine in cui sono disposti o maltrattarli;
    • disturbare il silenzio della Sala di Studio utilizzando i telefoni cellulari per telefonare o messaggiare;
    • sostare nei locali non aperti al pubblico.
  16. Gli utenti della Sala di Studio possono consultare, compilando la richiesta sugli appositi modelli, il materiale della Biblioteca dell’Archivio necessario alle loro ricerche, fatta salva in qualunque momento la priorità di utilizzazione dei volumi per motivi d’ufficio. Non è consentito il prestito dei libri.
  17. Lo studioso che utilizza materiale documentario dell’Archivio di Stato si impegna a consegnare copia della pubblicazione o copia della tesi di laurea; per quest’ultima lo studioso può stabilire le condizioni d’uso.
  18. È obbligatoria la citazione della fonte, ivi compresi gli strumenti di ricerca. Resta comunque a totale responsabilità dello studioso il rispetto del diritto d’autore.
  19. Per quanto riguarda la nuova disciplina sulla riproduzione dei beni culturali effettuata da privati con mezzi propri si rimanda al d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 108 e alla legge 4 agosto 2017, n. 124, art. 1, comma 171, integrati dalle disposizioni della circolare MiBACT DGA n. 39/2017 Addendum alla circolare MiBACT DGA n. 33/2017.
  20. Per quanto non precisato nel presente regolamento si rinvia alla normativa vigente in materia di Archivi di Stato (R.d. 1163/1911; Dpr. 1409/1963; Dpr. 854/1975; d.leg.vo 42/2004).