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La modulistica

Collaborazioni esterne

Domanda per l’inserimento nell’elenco di collaboratori tra i quali effettuare la selezione per l’affidamento di incarichi ex D.Lgv 163/2006 art. 125 - Ditte non individuali | PDF | DOC

Domanda per l’inserimento nell’elenco di collaboratori tra i quali effettuare la selezione per l’affidamento di incarichi ex D.Lgv 163/2006 art. 125 - Professionisti o Ditte individuali | PDF | DOC

Sala di studio - Sezione di fotoriproduzione

Fotoriproduzione | PDF | DOC

Fotoriproduzione bancadati | PDF | DOC

Domanda pubblicazione | PDF | DOC

Reclamo | PDF

Scuola di Archivistica Paleografia e Diplomatica

Domanda di Iscrizione alla prova di ammissione

Domanda di Iscrizione al secondo anno

 


 

Trasparenza amministrativa

 

Collaborazioni esterne  2014

Collaborazioni esterne 2015-2016

 

 

 

Il laboratorio di Legatoria e Restauro

Il laboratorio di Legatoria e RestauroLa creazione nel 1963 del Centro di Fotoriproduzione, Legatoria e Restauro di Roma ed in seguito di alcuni laboratori annessi agli Archivi di Stato, ha segnato una tappa importante nel processo di tutela del patrimonio archivistico: i documenti infatti subiscono spesso gravi danni a causa della cattiva qualità del supporto, dell'ambiente non idoneo in cui sono stati conservati per anni, del frequente uso ed anche dell'incuria dell'uomo.

Il Laboratorio di Legatoria e Restauro, annesso all'Archivio di Stato di Cagliari, istituito nel 1985, è diventato operativo a partire dal 1991; il personale che vi opera, altamente qualificato e specializzato, si è formato e si aggiorna periodicamente presso il Centro di Roma con cui opera a stretto contatto.

Il laboratorio di Legatoria e Restauro2L'attività del Laboratorio è rivolta al restauro dei documenti cartacei e membranacei conservati nell'Archivio di Stato di cui cura anche il condizionamento secondo le varie esigenze. Vi si eseguono, oltre al restauro manuale anche quello meccanico, nonché lavori di legatura antica, moderna e di cartotecnica.

Dotato dei più moderni macchinari, è punto di riferimento per uffici statali ed enti pubblici, ed anche per privati possessori di documenti.



Il laboratorio di Legatoria e Restauro

 

 

 

 

Regolamento biblioteca

FUNZIONI

La biblioteca dell'Archivio di Stato di Cagliari è destinata specialmente agli impiegati dell'Istituto. Possono peraltro accedervi quanti svolgono attività di ricerca relativametne ai fondi conservati dall'Istituto e coloro che non possono reperire in altre biblioteche le pubblicaizoni desiderate.

ORARIO

La Biblioteca osserva l'orario della Sala di Studio.

AMMISSIONE

Sono ammessi alla biblioteca coloro che abbiano compiuto il 18° anno di età, previa esibizione di un documento di identità personale.

Nessuno può entrare in biblioteca per semplice passatempo o per motivi comunque estranei ai fini istituzionali. Gli utenti sono tenuti ad osservare le regole di comportamento determinate nei Regolamenti in uso nelle Sale di Studio degli Istituti culturali.

CONSULTAZIONE

I volumi sono consultati nella sala di lettura ovvero nella sala di studio ove non sia possibile destinare una sala apposita al servizio.

Le tesi di laurea e di dottorato possono essere consultate dopo 5 anni, salvo diversa indicazione dell'autore.

DISTRIBUZIONE
Il materiale bibliografico viene richiesto presentando l'apposito modulo debitamente compilato.

È' possibile avere in lettura n° 3 testate periodiche o n° 4 opere monografiche alla volta.

Per quanto concerne il materiale raro e di pregio nonchè i manoscritti, è possibile avere in lettura un pezzo per volta; il materiale raro e di pregio deve essere riconsegnato dal lettore ogni quavolta egli si allontani dalla sala, anche se per breve tempo.

Le pubblicazioni prese in lettura possono essere lsciate in deposito per non più di 2 settimane.

Deroghe ai commi precedenti possono essere consentite per particolari motivi di ricerca, qualora le esigenze di servizio lo consentano. (Per le modalità di movimentazione giornaliera dei volumi si richiama quanto prescritto dall'art. 108 del R.D. 2 ottobre 1911, n° 1163).

PRESTITO
Il prestito è consentito esclusivamente al personale dell'Istituto.
Sono esclusi dal prestito: le opere in precario sato di conservazione, le opere collocate nelle sale di consultazione, le tesi di laurea e di dottorato, i manoscritti ed i volumi rari e di pregio.

La durata massima del prestito è di 2 mesi. È possibile prenotare i volumi già in prestito ad altri utenti.

Di ogni volume concesso in prestito deve essere eseguita annotazine in apposito registro.
È possibile richiedere la riproduzione, a proprie spese, di quanto non può essere dato in prestito.

Chi non restituisca puntualmente il volume avuto in prestito, è sospese dal servizio di prestito fino a restituzione avvenuta.

Chi restituisca il volume danneggiato o smarrisca è tenuto al suo reintegro o al versamento di una somma non inferiore al valore commerciale del volume.

Chi non restituisca il volume o non lo reintegri è denunciato all'autorità giudiziaria. Resta in ogni caso salvo l'esercizo dell'azione disciplinare.

Ogni anno, in un periodo di almeno due settimane, tutti i libri vanno restituiti per ocnsentire la revisione del materiale librario (controllo della consistenza e segnalazione di opere da restaurare o da rilegare).

Le opere che in sede di revisione risultassero smarrite o sottratte, devono essere annotate in un apposito registro.

RIPRODUZIONI

È possibile riprodurre, a proprie spese, per uso personale di studio le opere possedute dalla Biblioteca nel rispetto della legge 22 aprile 1941, n° 633 e successive modifiche, purchè lo stato di conservazione delle opere consenta la riproduzione.

La riproduzione di norma non può essere effettuata con mezzi propri e viene realizzata nei modi e con i mezzi ritenuti più idonei per garantire la tutela del materiale.

Possono essere riprodotte tramite fotocopia le pubblicazioni con data di stampa posteriore al 1900; sono invece esclusi i volumi il cui stato di conservazione sia precario o che potrebbero subire danni, i volumi il cui formato superi i cm 25X35X6, nonchè le tavole eccedenti il formato del libro in cui sono inserite.

SANZIONI

Chi contravvenga alla normativa sopra indicata, fatta salva ogni responsabilità civile o penale, potrà essere escluso temporaneamente o definitivamente dalla biblioteca; in particolare chi si renda colpevole di sottrazioni, mutilazioni o danneggiamenti di qualsiasi natura del patrimonio dell'Istituto, sarà escluso dalla biblioteca e deferito all'autorità giudiziaria.

Potrà inoltre essere escluso chi faccia segni o scriva, anche a matita, su libri e documenti e chi disturbi in qualsiasi modo l'attività di studio e di lavoro. Resta fermo, in tutti i casi sopra indicati, l'obbligo del risarcimento del danno.
 

La biblioteca



L'Archivio possiede una ricca raccolta libraria formatasi a partire dalla seconda metà dell'Ottocento.

Nata principalmente come biblioteca di Istituto per servire "specialmente agli impiegati dell'Archivio”, come aveva stabilito il Regolamento del 1911 (artt. 108/110), col tempo è diventato un punto riferimento importante per le ricerche bibliografiche.

Da un esiguo numero di pubblicazioni, per lo più ricevute in dono, il patrimonio bibliografico della biblioteca ha via via acquisito sempre maggior rilevanza: attualmente consta di oltre 30.000 volumi, 21 manoscritti, 25 cinquecentine, 47 stampe e disegni, 302 testate di periodici (3539 annate), circa 400.000 microfiches oltre ad un numero rilevante di riproduzioni fotografiche, nastri magnetici, CD e videocassette.

Si tratta quindi di una biblioteca di discrete dimensioni con pubblicazioni relative non soltanto alle fonti documentarie conservate nell'Archivio e al "fondo" Sardegna, ma anche alle discipline storico-istituzionali, a quelle giuridico-amministrative, e soprattutto all'archivistica, alla paleografia e alla diplomatica.
Per queste ultime, in particolare, è da ritenersi la biblioteca più fornita dell'isola.

Il fondo librario viene incrementato con acquisti diretti, con volumi inviati dal Ministero, con doni e con pubblicazioni ricevute per "diritto di copia" da parte dei ricercatori che utilizzano i documenti d'archivio.

Intere raccolte sono state acquisite per lascito testamentario e donazione da parte di privati tra cui quella ottocentesca - di carattere prevalentemente storico e filosofico - del teologo Antioco Polla, quella di Silvio Vardabasso (1891-1967) - con opere di natura scientifica prevalentemente sarde — e, più di recente, tre biblioteche di interesse specificamente storico, archivistico e paleografico appartenute a Francesco Loddo Canepa (1887-1966) che fu direttore dell'Archivio di Stato di Cagliari dal 1936 al 1954, a Ovidio Addis (1908-1966), studioso di archeologia e storia sarda e al conte Cesare Giovanni Rusconi (1881-1963), generale di brigata dei granatieri di Sardegna.

Le informazioni bibliografiche sono rese possibili grazie ai cataloghi on line e alle schede per autore, titolo e soggetto delle monografie, delle collane e delle opere in continuazione, secondo le regole disposte dall'Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche (RICA e ISBD).

Per quanto riguarda i periodici, invece, oltre al catalogo delle riviste possedute e delle relative annate, esistono vari indici per autore e titolo di quelle più richieste; è anche disponibile l'elenco dei manoscritti e il catalogo delle stampe.

La Biblioteca dell’Archivio di Stato di Cagliari fa parte del Sistema Bibliotecario Nazionale attraverso il Polo regionale sardo, al suo catalogo è possibile accedere attraverso l’Opac SBN.